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Chiavipertiranti
Officina di Apecchio

Le chiavi le piego io, dove le piegava mio padre

Mi chiamo Lorenzo Bei. L'officina è ad Apecchio, in provincia di Pesaro e Urbino. Era di mio padre, Leonello. Il mestiere è passato di mano: oggi al banco ci sto io.

Faccio i ferri che tengono legati i muri delle case vecchie. Li faccio un pezzo alla volta, piegando il ferro al banco. Di ogni articolo trovate una scheda con le misure. Se vi serve una misura che in catalogo non c'è, la faccio.

A cosa serve

Il muro non si spacca: si apre

Un muro che cede non si spacca: si apre. La facciata si stacca dal resto della casa e viene avanti, restando attaccata in basso: è il movimento della sponda di un camion che si abbassa. Questo movimento si chiama ribaltamento. La crepa che vedete in facciata, di solito, è proprio il punto dove il muro si piega.

Il tirante serve a impedirlo. È una barra d'acciaio che attraversa la casa da parte a parte e tiene legato il muro davanti a quello dietro. Fuori, alle due estremità, la barra va a battere contro un ferro che appoggia sul muro: quel ferro è il capochiave, il pezzo che avete visto sulle facciate vecchie, a esse, a croce o a piastra. La barra tira in un punto solo, il capochiave scarica quel tiro su tutto il muro su cui appoggia.

La tenuta

Tiene quanto tiene il suo punto più debole

Pensate a una catena di tre anelli: se tirate, si rompe il più debole e la catena finisce lì. Qui gli anelli sono tre: si può spezzare la barra, si può piegare il capochiave, oppure può cedere il muro sotto il capochiave. Non conta quale dei tre è il più forte, conta quale cede per primo, perché quello decide per tutti. Barra, capochiave e muro insieme si chiamano ancoraggio.

Nelle case vecchie l'anello che cede per primo è quasi sempre il muro. Il capochiave preme sulla muratura come un pollice sulla creta: se il muro è vecchio e sfarinato, il ferro affonda o si porta via un pezzo di faccia esterna. L'acciaio è ancora intero e il tirante ha già mollato. Per questo il pezzo si sceglie guardando com'è fatto il vostro muro, non la barra.

Come li faccio

Le chiavi nascono da un ferro solo, piegato

Le chiavi in ferro piatto le ricavo da un pezzo solo, che piego: le fasce laterali non sono attaccate a un corpo centrale, sono lo stesso ferro. Una saldatura è un punto dove il ferro viene fuso e rifatto, ed è un punto in più da tenere d'occhio. Piegando, quel punto non c'è. Sulle piastre è diverso: lì il rinforzo è un pezzo a parte, e sulla scheda lo trovate scritto.

Tutto il catalogo è coperto da uno strato di zinco che tiene lontana la ruggine: è la zincatura. Serve perché il capochiave resta fuori, in facciata, sotto la pioggia. Le misure fuori standard le faccio sul disegno di chi fa il progetto: fori, distanze fra un foro e l'altro, lunghezze, spessori. Non è un'eccezione, è metà del mio lavoro.

Il mio limite

Il calcolo lo firma chi fa il progetto, non io

Io faccio il pezzo. Il calcolo lo firma chi fa il progetto: l'ingegnere o l'architetto che segue i lavori. In una parola, il progettista strutturale. È lui che stabilisce quanto deve tirare il tirante e se quel muro regge quel tiro.

Non è un modo per non rispondervi: quel calcolo si fa sul vostro edificio, non sul mio banco. Quello che posso fare è dargli i numeri del pezzo: quanto è largo e grosso il ferro, quanto misura il pezzo intero, quanto è largo il foro. Sono i dati che servono al progettista per fare la verifica. Se gliene manca uno, chiamatemi e glielo do.

Quattro dati

Quattro dati e vi rispondo

Per farvi un preventivo mi servono quattro cose. Quale articolo, quale versione, quanti pezzi e quanto è spesso il muro. Lo spessore conta perché la barra deve passare da parte a parte e sporgere quel tanto che basta per bloccarla.

Se la misura è fuori standard, allegate il disegno quotato: quello con tutte le misure scritte. Se il disegno non c'è ancora, chiamatemi e ne parliamo.

Chiedi un preventivo Chiama 338 844 2460